Tag: — fro.barbara @ 22:29
Voglio semplicemente farvi partecipi di ciò che abbiamo fatto, tutti e 5 noi, domenica scorsa: ci è stato chiesto, da don Tarcisio nostro parroco, di raccontare il nostro viaggio nella “giornata comunitaria” della nostra parrocchia e noi così abbiamo fatto. E’ stato proprio un bel momento: Elisa Noemi e Gianmarco hanno iniziato parlando della storia di Shikò soprattutto Elisa, che è riuscita a fare una sintesi profonda e completa della vita travagliata e sofferta di questa bimba di strada, senza lasciarsi intimorire dalle tante persone che erano presenti. Poi abbiamo fatto vedere alcuni pezzi di diversi video, che rendono molto l’idea delle condizioni della strada e di chi ci vive dentro, immagini forti,che ti lasciano anche scioccato e senza parole e abbiamo cominciato a spiegare cosa succede là, quando si inizia a lavorare per il recupero dei bimbi: io ho raccontato in particolar modo del lavoro dei “drop in”, di come si svolge, dei vari momenti che formano tutto il cammino “dalla strada ai centri”, dove noi abbiamo vissuto per un po’. Ho parlato di Jeck, di quello che fa, di quello che gli ho visto fare con i ragazzi alla Paolo’s Home e , mentre parlavo, si susseguivano le foto del viaggio: tanti piccoli flash di tutte le esperienze vissute. Francesco ha fatto una crono- storia dall’intuizione iniziale, alla realizzazione finale del viaggio e ha spiegato come sono organizzate le varie realtà nate nella comunità di Koinonia, da chi sono coordinate e come riescono ad andare avanti. E’ stato proprio molto bello ed è stato come essere di nuovo là; mentre si parlava e ci si lasciava prendere dal coinvolgimento delle parole , ci si rendeva conto, almeno per me è stato così, di come è ancora viva tutta l’esperienza e ciò che aumenta la bellezza di quest’ultima, è proprio la possibilità di poterla trasmettere agli altri. Ho percepito interesse,ascolto, curiosità dal gruppo di persone che partecipavano all’incontro e sono rimasta sorpresa dai miei figli perchè hanno trasmesso passione, emozione e profondità con la semplicità e unicità delle loro parole. Ciao ciao Barbara Checco Elisa Noemi Gianmarco.
Tag: — franz @ 8:58

Dal Blog di Padre Kizito “Il gruppo piu’ numeroso che sia mai venuto a visitarci a Nairobi ci ha mandato questa pagina di commento. Per loro e’ stata una bella esperienza, per noi e’ stata la conferma dell’importanza di questi viaggi, sia per noi che li abbiamo accolti come per loro, e della vocazione di Koinonia a far crescere fraternita’, al di la’ di tutte le barriere. Nel loro sito, indicato nel testo, potrete trovare spunti ricchissimi. Chi vuole imitarli? Non necessariamente dovete aspettare il Natale per condividere qualche giorno di vita coi nostri bambini.”
link alla pagina
Tag: — del.daniele @ 13:01
Tag: — ger.alberto @ 16:29
I luoghi di Natale a Nairobi
Cliccate sull’immagine per aprire Google Maps. In alto a destra trovate il bottone “Satellite” per vedere le foto satellitari.
Buon viaggio. Alberto

Tag: — del.daniele @ 19:53
Durante l’incontro con i nostri ragazzi Michael ha precisato che un modo per far felici i nostri amici africani sarebbe stato quello di scrivergli delle lettere ed ha indicato il seguente indirizzo che Marco, premurosamente, si è trascritto sul suo libretto magico (che ormai è di tutti noi):
Nome persona, Struttura/Casa famiglia, Koinonia Community, P.O. Box 21255, 00505 Nairobi, Kenia.
Ecco un modo per metterci al lavoro.
Ciao a tutti.
Sylvie e Daniele
Tag: — hakuna matata @ 16:28
La notizia del nostro viaggio si è diffusa con notevole velocità qui a Santarcangelo: molti amici ci chiedono come è andata e se siamo stati bene. Questa sera i nostri animatori ci hanno proposto di raccontare questa indimenticabile esperienza. In proposito abbiamo preparato una piccola ma magnifica presentazione che riassume i fatti più importanti. Ci ricordiamo alla perfezione tutto come se fossimo ritornati ieri.
Un saluto a tutti…
Francesco & Andrea
Tag: — par.mario @ 14:35
Che Natale quest’anno!! Il Signore ci ha fatto il grande dono di andare in Kenia ,tutti insieme come famiglia.
Oggi, nel caldo del mio appartamento, guardando la carpegna tutta innevata….ripenso al dolce caldo dell’Africa, al suo cielo stellato e alla sua luna rovesciata ,alla sua musica, alla sua gente…e ripenso a quello che ho vissuto, e… quello che provo nel cuore è paura, paura di dimenticare quello che ho visto, le emozioni che ho provato, il volto e lo sguardo di chi ho conosciuto.
Allora ho deciso di scrivere, per non dimenticare.
Se ripenso all’Africa mi vengono in mente delle frasi e cerco di metterle in ordine per poter meglio interiorizzare questa mia esperienza. Continua”Cambiare l’acqua in vino”
Tag: — ger.alberto @ 14:09
di Maura Biamonti
Ciao a tutti, mi sembra di essere tornata in Italia da un sacco di tempo invece a pensarci bene sono passati soltanto 15 giorni. Ognuno di noi è tornato alla routine di tutti i giorni, casa, scuola, lavoro e impegni vari. Sono a casa e mi tornano in mente tutte le cose vissute, i miei momenti difficili, le mie paure (le ho superate tutte) ma anche i sorrisi, i masai (maledetti).
Grazie di cuore a tutti, ognuno di voi ha lasciato all’interno del mio cuore un ricordo speciale o un sorriso, ringrazio in maniera particolare Martina mia compagna di avventura, amica e un po’ mia sorella minore. Vi abbraccio forte e spero di vedervi il prima possibile.
Maura
Tag: — bal.marco @ 17:13
Mio nonno ha combattuto nella I guerra mondiale, si chiamava Secondo. E’ tornato da quella carneficina. Era un reduce.
Leggo l’intervento di Sandro, i commenti, penso alle tante telefonate, agli incontri con amici e famigliari di questi ultimi giorni e mi torna in mente mio nonno Secondo.
Ho vissuto queste ultime settimane da reduce, ma non mi sento il solo.
I ricordi, i racconti (belli e non tragici come quelli di mio nonno) hanno dominato queste giornate.
La mente ha stentato a riprendere le sue ordinarie occupazioni.
Mio nonno, era un reduce ed insieme ai suoi compagni si ritrovava in una, oramai scomparsa, osteria in piazza Malatesta: il circolo dei Reduci.
Non so che cosa si dicessero ma il passato li accumunava. Al circolo per loro, che condividevano l’ esperienza atroce della guerra, forse c’era una comunicazione più facile e più profonda.
Il ritorno dal nostro viaggio è sempre più lontano, ma ogni giorno che passa chiede il senso di quel viaggio.
Della andata e del ritorno.
Scacciamo paralizzanti sensi di colpa, chiediamoci come riempire questo ritorno per dare compimento all’andata.
Manteniamo viva la comunicazione nel nostro “circolo dei reduci”.
Una amica mi ha consigliato di lasciare sedimentare per 3 settimane questa esperienza, accolgo il consiglio ma giro a tutti voi questi interrogativi. Un abbraccio Marco
Tag: — cas.maurizio @ 21:06
Clicca per ascoltare una delle canzoni che ha accompagnato le nostre giornate africane con Koinonia Community.
Jambo Buana